4 Maggio 2021
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Montaggio quadri elettrici: un lavoro a regola d’arte
Un quadro deve essere un’opera d’arte, lo dice la parola stessa: quadro. E un’opera d’arte, prima di realizzarla, la si progetta, anche perché ci sono prescrizioni normative e legislative che devono essere considerate opportunamente.
La prima cosa da considerare sono le esigenze del cliente e il campo di applicazione. Infatti bisogna osservare come un quadro per automazione è diverso da un quadro di distribuzione. E mentre il primo considera che verranno installati dispositivi di vario tipo destinati, per l’appunto, a realizzare l’impianto di automazione, diverso l’uno dall’altro, il quadro per la distribuzione contiene generalmente le diramazioni delle linee con i relativi apparecchi di comando, di protezione e di controllo.
Più facile quindi pensare a questi ultimi realizzati in modo modulare, mentre i primi hanno bisogno di maggior attenzione, essendo necessario considerare quanto dovrà esservi inserito (e un’automazione non è mai uguale ad un’altra) e, spesso anche di dispositivi che ne limitino l’accesso a persone non autorizzate. Il dimensionamento di un quadro per automazione è necessario, vista la complessità del caso, mentre nel caso di quadri di distribuzione la modularità consente un approccio più semplice.
Certo ci sono problematiche comuni da cui non si può prescindere: siglatura dei componenti, numerazione di cavi e di morsetti, determinazione dei componenti da installare e dello spazio che utilizzeranno, valutazione delle problematiche di cablaggio….
Cablaggio e montaggio quadro elettrico
E poi al lavoro. La prima scelta sta proprio nella scelta del quadro: già costruito (e da utilizzare così com’è) o da costruire? E poi, poiché il tempo è danaro, è necessario soffermarsi proprio sulla semplicità nella realizzazione e sul tempo necessario.
I due elementi sono di particolare importanza e non a caso i costruttori di quadri e/o della carpenteria per la loro realizzazione si focalizzano proprio su questi due aspetti: molto si gioca sulla minimizzazione della minuteria da utilizzare, sul numero di componenti necessari, sul montaggio delle porte (e sulla loro reversibilità) e così via.
E, specie per i quadri di automazione, visti i componenti che andranno installati, non va sottovalutato il calcolo della potenza termica che può essere smaltita (attenzione in questo caso al coefficiente di contemporaneità). I data sheet dei costruttori sono più che utili per evitare problematiche poco piacevoli.
E può esser utile, in alcuni casi ricorrere alla ventilazione forzata.
Montaggio quadro elettrico: come scegliere il quadro
Un’ultima cosa, a cui spesso non si fa riferimento ma che risulta essere ai giorni nostri sempre più importante: il design. Si capisce facilmente che nel caso di quadri per il civile e il terziario tale caratteristica vada opportunamente presa in considerazione (particolari costruttivi di design, colore, porta in vetro fumè, maniglie ecc.), ma si deve considerare che questi aspetti rappresentano anche nel settore industriale un elemento da non sottovalutare.
La tecnologia e la normativa sono essenziali, ma anche il design (e l’approvazione del cliente, soddisfatto) lo è altrettanto.
Un quadro è un quadro, cioè deve essere un’opera d’arte. E non a caso nelle Norme CEI troviamo la dizione “a regola d’arte”.
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